Focus rimozione

La rimozione della ricostruzione unghie, sia essa in gel o in acrilico, è un processo molto delicato. Se la stragrande maggioranza delle attività che un’onicotecnica svolge sulle unghie ha a che fare con la creatività, quando si tratta di rimozione è meglio non essere fantasiosi e attenersi scrupolosamente alle procedure: la priorità, infatti, è non compromettere in alcun modo le unghie naturali della cliente. Rimuovere le ricostruzioni in gel e acrilico prevede tecniche molto diverse, in virtù delle differenze chimiche tra i due prodotti. Vediamole nel dettaglio.

Abbiamo visto come, da un punto di vista chimico, il gel polimerizzato consista in una serie di legami chimici (i polimeri, appunto); questi legami sono praticamente indissolubili e non c’è solvente in grado di penetrare al loro interno per dividerli o scioglierli. Ne consegue che, per rimuovere una ricostruzione in gel, sia necessario un metodo alternativo al classico remover. L’unica tecnica per rimuovere il gel da ricostruzione è limare. Molti nail designer preferiscono farlo con la lima tradizionale in virtù di un migliore controllo dei movimenti; per salvaguardare la salute dei propri polsi, tuttavia, la fresa è sicuramente una valida alternativa. Se si sceglie di utilizzare la fresa, è fondamentale avere una perfetta padronanza dello strumento e muoversi con cautela: per evitare che la punta si surriscaldi, è consigliabile sollevarla spesso dal prodotto, senza fretta e senza insistere con un contatto prolungato, anche quando il prodotto è molto resistente. Se usata in modo scorretto, la fresa può danneggiare la lamina ungueale; per evitarlo, controlla sempre a che punto della limatura ti trovi e usa punte via via meno abrasive man mano che ti avvicini all’unghia naturale. Puoi anche fare la “prova dell’acetone”: passa un dischetto imbevuto di acetone sull’unghia e, se vedi il liquido evaporare, significa che hai raggiunto l’unghia naturale. Se preferisci essere prudente, lascia un sottile strato di gel a protezione dell’unghia: quando quest’ultima sarà cresciuta, sarà sufficiente tagliarla per eliminare il gel residuo.
Diversamente dal gel, nell’acrilico i legami chimici tra il liquido (monomero) e la polvere (polimero) sono meno “stretti” e consentono al remover di penetrare al loro interno per separarli. L’acrilico, dunque, può essere rimosso con del comune solvente a base di acetone. Prima di dedicarsi alla rimozione dell’acrilico è buona norma togliere l’eventuale smalto o gel polish che vi è applicato sopra e accorciare l’unghia. Per velocizzare la procedura e agevolare l’azione del solvente, è consigliabile limare l’acrilico per ridurne il più possibile il volume: più sottile sarà lo strato di acrilico da rimuovere, minore sarà il tempo richiesto per scioglierlo. La fresa è sicuramente più veloce in questo caso ma, se non si hanno le competenze per usarla, si può limare manualmente con una lima grit 180. Per quanto riguarda la fase di scioglimento, far immergere le dita della cliente direttamente nell’acetone è un metodo ormai superato (e dannoso: ricordiamo che l’acetone secca la pelle!). Applica piuttosto su ogni unghia un dischetto imbevuto di acetone e avvolgi ciascun dito nella carta stagnola. Lascia agire per circa 20-25 minuti (considerando che le tempistiche possono variare da brand a brand e dipendono anche dal volume del prodotto da sciogliere). Una volta rimossi gli involucri, elimina gli eventuali residui aiutandoti con un bastoncino d’arancio.

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